Il Premio Michetti

Il Premio Nazionale di pittura F.P. Michetti nasce nel 1947 in onore di Francesco Paolo Michetti pittore di Francavilla al Mare.

De Pisis, Tosi, Tommaso Cascella, Guidi, sono stati tra i partecipanti alla prima edizione dedicata al “paesaggio italiano”. Negli anni a seguire, il Premio Michetti è sempre stato attento a coniugare spinte moderniste e linguaggi della tradizione pittorica in equilibrio tra valorizzazione della realtà locale e apertura nazionale e internazionale.

Dal 1947 ad oggi hanno partecipato artisti rappresentativi delle molteplici e complesse correnti del XX secolo: da Prampolini a Reggiani, da Sassu a Cantatore, da Ceroli a Titina Maselli. Nel 1969, aboliti i premi sull’onda delle contestazioni dell’epoca, la rassegna ha visto la partecipazione di Burri, Capogrossi, D’Orazio, Fontana, Turcato, Vedova; degli abruzzesi Spalletti, Summa; dei giovani Kounellis, Mattiacci, Mochetti, Paolini, Prini, Zorio.

Nel 1987 Achille Bonito Oliva apre ai “Nuovi territori dell’arte” europea e americana: Twombly, Cabrera, Moses, Wool e Mario Schifano che si aggiudica il Premio Speciale della Fondazione.

Nel 1991 Vittorio Sgarbi cura l’esposizione “Viaggio in Italia” in cui presenta ventitre artisti stranieri tra i quali Bailey, Cuartas, Mitoraj, Randall, Argeles.

L’anno seguente è a cura di Renato Barilli, con il quale tornano al Premio Michetti giovanissimi come Marco Airò, Marco Cingolani, Chiara Dynys, Eva Marisaldi, Alessandro Pessoli, Cuoghi e Corsello.

Nel 1995 viene realizzata una rassegna di scultura con opere di Aligi Sassu, Umberto Mastroianni, Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Giuliano Vangi.

Nel 1998 Luciano Caramel cura la retrospettiva della 50ma edizione del Premio Michetti. Nel 2000 viene realizzata un’ampia panoramica della pittura europea, per la 51ma edizione del Premio a cura di Gianni Romano.

Nel 2001 Angela Vettese cura un’edizione dedicata all’arte delle due sponde dell’Adriatico con artisti italiani e dell’area Balcanica, in particolare dai paesi dell’ex-Iugoslavia. Parallelamente è stata offerta al pubblico una grande mostra di 17 sculture di Mimmo Paladino,
ospitata nella parte nuova del Museo Michetti.

La 53ma edizione del 2002, viene curata da Carlo Fabrizio Carli, nella prestigiosa sede di Palazzo San Domenico, Museo Michetti, in Francavilla al mare, è dedicata al tema del dialogo artistico italo – argentino. Un omaggio particolarmente importante viene reso a Mario Ceroli, già vincitore del Premio Michetti nel 68, nel corso della 54ma edizione del 2003 a cura di Duccio Trombadori dedicata al confronto Italia – Giappone.

La 55ma edizione, curata da Stefano Zecchi e Anna Imponente nel 2004, intitolata “Mito e realtà, uno sguardo ad oriente” è dedicata al confronto Italia – Cina.

Nel 2005 è nuovamente Luciano Caramel a curare il Premio Michetti, intitolato “In – out, opera e ambiente nella dimensione glocal“, con Domenico Quaranta a curare la sezione dedicata alla Net & Media Art, premio affiancato da un omaggio dedicato a Fabrizio Plessi, Nam June Paik, Alberto Biasi e James Turrel. Sono stati premiati Marc Didou e Walter Valentini.

Nel 2006 la 57ma edizione del Premio Michetti, Laboratorio Italia, è stata curata da Philippe Daverio. Vincitori ex aequo di questa edizione: Maya Kokocinski Molero per l’opera “Passi Lontani” e Nicola Samorì per il lavoro “Still“. Nel 2007 la 58ma edizione del Premio Michetti, “Nuovi realismi,
la centralità dei linguaggi tradizionali” è stata curata da Maurizio Sciaccaluga. Vincitori ex aequo: Cristiano Tassinari per l’opera “Head” olio su tela cm 220 x 189,5 2007 Till Freiwald per l’opera “Senza Titolo” acquerello su cartoncino cm 105x 74 2001.

Nel 2008 la 59ma edizione del Premio Michetti “I labirinti della bellezza“, a cura di Maurizio Calvesi, Anna Imponente e Augusta Monferini, presenta
le opere di 45 artisti chiamati a confrontarsi su un tema di divenuto di attualità e tornato alla ribalta anche in ambiti letterari, filosofici, scientifici.Parallelamente alla consueta edizione del Premio viene allestita una esposizione delle opere del Maestro Guido Strazza, intitolata “Guido Strazza . Segno e segno” ed un omaggio a Pietro Cascella scomparso nel medesimo anno, già componente del Comitato tecnico –scientifico della Fondazione.

Nel 2009 viene allestita una retrospettiva dei Premi Michetti per ricordare le sessanta edizioni del Premio. Nel 2010 torna a curare il Premio Michetti Carlo Fabrizio Carli con la mostra “Diorama Italiano“, parallelamente ad un omaggio all’artista abruzzese originario di Atri, Carlo Verdecchia.

Nel 2011 in luogo dell’annuale edizione del premio vengono realizzati tre omaggi: il primo dedicato a Mattia Moreni con l’importante partecipazione della figlia Maria Francesca, quindi due retrospettive dedicata agli artisti Giuliano Collina e Antonio D’Acchille.

Popism, l’arte in Italia dai mass media ai social network” è il titolo della 63ª edizione del Premio curata da Luca Beatrice che invita 62 artisti al Premio, spaziando da un arco temporale che parte dal 1967 per arrivare ai giorni nostri. A latere del Premio una bellissima mostra omaggio dedicata a Mauro Reggio, “Pittore di città” .

Nel 2013 viene organizzata la 64ª edizione del Premio Michetti, intitolata “La Bellezza necessaria”, che presenta le opere di 53 artisti scelti dal Comitato tecnico scientifico della Fondazione tra quelli proposti dalle migliori gallerie italiane. Vengono allestite due mostre retrospettive di Guido Casciaro e di Italo Picini e con la collaborazione con l’Archivio Aligi Sassu viene realizzata una mostra dedicata al Maestro che fu il primo vincitore del premio Michetti.

Alimento dell’anima, verso l’Expo 2015” è il titolo della 65° edizione del Premio Michetti, realizzata nel 2014 e curata dalla Dr.ssa Tiziana D’Acchille, direttrice della Accademia di Belle Arti di Roma. Come annunciato nel titolo il Premio ha voluto ricollegarsi alla grande manifestazione dell’Expo 2015 orientata sui temi del cibo e della sua sostanziale centralità nel mondo contemporaneo. Sono stati presenti 55 artisti, tra pittori, scultori e fotografi e la  giuria ha assegnato il sessantacinquesimo premio Michetti ex aequo a  Vincenzo Scolamiero, Ana Kapor, Andrea Lelario. Contemporaneamente è stata allestita in una parte dei locali del Museo d’arte contemporanea della Fondazione la rassegna “Call for papers”  a cura di Giovanni Iovane  con le opere di  Italo Bressan, Franco Marrocco, Alessandro Savelli.

Nel 2015 si è svolta la 66a edizione del Premio, che ha riproposto una selezione molto ampia delle opere vincitrici del Premio Michetti dai primi anni della manifestazione ai giorni nostri, intitolata “Rivelazioni – l’arte contemporanea dalle collezioni del Premio Michetti”. È stata inoltre curata dal prof. Giovanni Benedicenti una retrospettiva di un artista torinese attivo tra gli anni venti e i cinquanta: “Emilio Sobrero: il percorso di un pittore tra novecento e post impressionismo”. Ad essa è stato affiancato un omaggio all’artista Gaetano Memmo, già rappresentante degli artisti abruzzesi nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione, recentemente scomparso. L’omaggio a Gaetano Memmo, presentato dal prof. Carlo Fabrizio Carli, ha offerto una panoramica della lunga attività del Maestro. Nel contesto della esposizione, alcune stanze sono state dedicate all’esposizione di ex libris concessi in prestito dal collezionista Giuseppe Cauti.

Il 23 luglio 2016 è stata inaugurata la 67a edizione del Premio, Luciano Caramel è stato incaricato di curare la rassegna intitolata “Oltre, nel cosmo, nell’incognito degli universi e dello spaziotempo della contemporaneità”. La rassegna ha tratto le movenze da Lucio Fontana, dai suoi “tagli” e “buchi”, che costituiscono aperture precoci ad un vedere “oltre” (come ha detto Caramel). I trenta artisti partecipanti sono stati selezionati, oltre che da Luciano Caramel, da Kevin Mcmanus, Anna D’Ambrosio, Elena di Raddo, Paolo Bolpagni ed Emma Zanella. Parallelamente, nei locali museali della Fondazione, è stata allestita una mostra retrospettiva di Franco Summa, “Urban raimbow”, che ha evidenziato il colore come chiave di lettura e tema dominante della attività artistica dell’autore.

Il 16 dicembre 2017 è stata inaugurata la Mostra (68a edizione del Premio) curata da Silvia Pegoraro col titolo “Fantasmi di luce. Estetiche visionarie da Michetti al presente. Nel 70° anniversario del Premio Michetti”, che è rimasta aperta fino al 25 gennaio 2018. Riprendiamo quanto ha scritto la curatrice, tra l’altro, nella sua introduzione “…Un’arte che tende ad affidare il proprio potere di creazione di immagini e di forme più o meno compiute a quel libero “fluire dell’immaginazione creatrice” di cui parlava Giuliano Briganti oltre trent’anni fa, in quello straordinario testo che è I pittori dell’immaginario.

Quello “spostarsi dell’attenzione dall’oggettivo al soggettivo”, che porta gli artisti ad elaborare “un nuovo senso del mito che affiora dal profondo sino alle soglie della coscienza, e che è identificabile con la genesi stessa delle immagini, cioè col determinarsi di una realtà linguistica e simbolica”. Una tendenza artistica che potremmo definire, con espressione ossimorica, ma proprio per questo carica di promesse e contraddizioni, slanci imprevedibili e spunti dialettici, realismo visionario, e che questa mostra vorrebbe documentare, individuandone le radici nelle opere di grandi pittori del ‘900, e gli sviluppi più recenti nel lavoro di artisti a tutt’oggi operativi, già maturi e molto noti o ancora emergenti, appartenenti alle ultime generazioni.

Una pittura che non cancella i fantasmi del reale, l’eterna ossessione della referenzialità, e dell’illusione ottica, ma li immerge nel magma vibrante e inarginabile dell’immaginario individuale, di una visione che è sguardo verso il reale, ma è sempre anche sogno, immaginazione, allucinazione. Come accade anche nell’opera del grande artista abruzzese Francesco Paolo Michetti, a cui è dedicato il Museo di Francavilla al Mare e in onore del quale settant’anni fa nasceva il Premio Michetti (la manifestazione artistica più longeva in Italia dopo la Biennale di Venezia).

Michetti è infatti diventato famoso per le sue visioni rituali, mitiche e antropologiche di un Abruzzo senza tempo. Scavalcato il confine del secolo in cui era nato, il XIX, entra nel XX con opere in cui l’immagine, pur non perdendo la sua vocazione narrativa, si disarticola come sotto l’impulso di una forza visionaria che le conferisce straordinaria modernità. A monte di ciò, le ricerche di Michetti sulla fotografia, di cui paradossalmente l’artista mette in evidenza non l’aspetto di pura riproduzione meccanica del reale, ma quello misterioso e inquietante, che avrebbe affascinato anche futuristi eccentrici ed originali come Carlo Erba e Gerardo Dottori, e molti anni dopo anche Roland Barthes: la possibilità di cogliere l’essenza fantasmatica del reale, restituirci la realtà come fantasma, evanescente spettro di luce sottratto al tempo, eppure imbevuto di tempo, carrefour di epoche diverse, dissolvenza incrociata di corpi e oggetti.

Una disarticolazione visionaria del reale, quella dell’ultimo Michetti, che in qualche modo investe anche i famosi paesaggi del conterraneo Michele Cascella, così estetizzanti e compiacenti, per certi aspetti, eppure pronti ad ammantarsi dell’aura di un’allucinazione, di un brulichio di atomi di materia-colore, come se l’artista avesse improvvisamente potuto gettare il suo sguardo negli abissi della materia.”

Il 14 luglio 2018 è stata inaugurata inaugurata la 69° Edizione del Premio Michetti con la rassegna dal titolo “CHE ARTE CHE FA OGGI IN ITALIA” a cura di Renato Barilli.

In esposizione opere di Marilla Boffito, Cristina Treppo, Cristiano Focacci Menchini, Alex Bellan, Giorgio Guidi, Antonio Guiotto, Lorenzo di Lucido, T-Yong Chung, Alberto Tadiello, Alessandro Roma, Kensuke Koike, Elisabetta di Maggio, Lucilla Candeloro, Lisa Lazzaretti, Chiara Pergola, Diego Soldà, Lucia Veronesi, To / Let, Adriano Valeri, Nicola Gobbetto, Paolo Gonzato, Elena Brazzale, Matteo Montani, Federico Lanaro, Giorgia Severi, The Bounty Killart, Andrea Grotto, Anna Galtarossa, Alvise Bittente, Eloise Ghioni, Renzo Borella, Laurina Paperina, Emmanuele Panzarini